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Intervista a Stefano Versace, The American Ice Dream

Intervista ad Stefano Versace in questo articolo.

 

La rubrica delle interviste prosegue, se non avete letto le precedenti fatelo subito!

Prima intervista a Carlo Vulnera (Intervista a Carlo Vulnera), la seconda ad Adelina Mihaylova creatrice di “Aziende Alleate”, il primo Joint Venture Club in Italia, terza a Gianluca Gallo (Intervista a Gianluca Gallo, disegnatore di successo) poi anche Francesco Passafaro, un realizzatore dei propri sogni del Cinema Teatro Comunale e tante altre.

 

– Chi sei? Dove sei nato e dove vivi?

Sono Stefano Versace, sono nato a Milano a metà degli anni 70 e vivo nella splendida Miami.

 

– Di cosa ti occupi? Come sei arrivatA a questo impiego?

Sono il fondatore della più grande catena di gelaterie artigianali negli Usa.

Sono arrivato a questo settore perchè sono un esperto di finanza applicata all’economia reale e dopo anni di finanza, che è fuffa perchè sono solo numeri ma niente di concreto, ho deciso di prendere l’unica parola rimasta nel food associata a qualcosa di italiano e genuino al 100%, che è il gelato perchè se no viene chiamato ice cream.

Così ho deciso di esportarlo nel paese che secondo i numeri che avevo calcolato era il migliore dove investire in questo settore, gli USA, ed ho iniziato con una piccola gelateria a Miami ed oggi siamo a circa 30 gelaterie.

Destinate a diventare 150 nel quadriennio.

 

– Cosa ne pensi dell’utilizzo dei social network per il lavoro?

I Social Network oggi hanno la funzione che aveva il computer una quindicina di anni fa, quando entravi da un gommista e ti diceva “Ma no, noi siamo dei semplici gommisti cosa vuoi che ci serva un computer? I computers servono per le grandi imprese, le grandi aziende”.

Oggi invece qualsiasi gommista, qualsiasi meccanico ha un computer nel proprio ufficio.

Qualcosa che se lo sottovaluti, probabilmente sarai costretto a metterti al passo coi tempi quando ormai tutti saranno più bravi di te, ti costerà di più, quindi i social network sono oggi qualcosa di indispensabile nel lavoro.

 

– Qual è stata l’occasione o l’avvenimento che ti ha portato a cambiare completamente vita?

Questa è facile… L’episodio che mi ha portato a cambiar vita è stato quando ho ricevuto la visita dei NAS al ristorante che avevo ad Urbino.

Perchè quella sera, quando mi hanno fatto la multa per la mancata esposizione del cartello “Vietato Fumare”, io ho capito in quel preciso momento che non avevo più gli stimoli per fare imprenditoria in un posto che non mi sentivo comodo, che non mi sentivo apprezzato, stimato e quindi ho fatto fagotto con grandiosa, splendida moglie che ho a fianco, perchè è una Donna con la D maiuscola, e con i figli che non si lamentano mai, nonostante li sballottolo da un posto all’altro del Mondo… e siamo partiti per cercare la nostra area, isola felice e l’abbiamo trovata qui a Miami con mille e mille sacrifici e problemi, però con un clima più consono a fare impresa anche perchè ho ritrovato stimolo e l’entusiasmo che mi era scemato in Italia.

– Credi che i giovani possano creare una nuova imprenditoria, sia essa digitale o meno?

I giovani hanno il DOVERE di creare nuova imprenditoria, perchè ormai il lavoro da dipendente è un lavoro che andrà a sparire nei prossimi decenni, ma tra massimo un paio di decenni… quindi l’imprenditoria anche personale sarà inevitabile se vogliono arrivare ad un’indipendenza finanziaria.

 

– Quanto è importante viaggiare per creare le proprie opportunità?

Viaggiare ormai è indispensabile, non puoi pensare di confrontarti con il mercato che ormai è globale (trovi lo stesso prodotto sugli scaffali dell’Auchan di Fano come nel Wallmart in Pennsylvania); quindi non puoi più pensare in un mondo che comunica alla velocità della luce da un punto all’altro del Globo di non confrontarti con altre situazioni…

Viaggiare è il miglior modo per vivere realmente la cultura degli altri, il loro punto di vista, le innovazioni, l’avanguardia che c’è nel tuo settore; tutto ciò lo puoi fare solo viaggiando.

Quindi viaggiare è INDISPENSABILE.

 

– Lavoro, è presente e non si ha voglia DI LAVORARE? oPPURE va creato PERCHè NON C’è?

Innanzitutto va cambiata la mentalità nei confronti del lavoro.

Il lavoro non è quello dipendente, quello da dipendente è una professione…quindi la professione di avvocato, di medico, di cameriere, di segretario…

Il vero lavoro è di generare denaro, senza dovergli dedicare tempo, e gli impieghi del futuro sono praticamente tutti così.

L’importante è capire che il lavoro non è più quello di una volta, si deve comprendere che di lavoro ce n’è e pure tanto, il problema è che cerchiamo lavori che non esistono più.

Per fare un esempio banale: Se io sono uno che si ostina a voler sviluppare rullini fotografici, dico che non c’è lavoro… ma non è che non c’è lavoro, mettiti a vendere macchine fotografiche digitali e vedi che allora il lavoro torna.

Quindi bisogna adattarsi ad i tempi che cambiano.

– Qual è il nemico peggiore; mancanza di aspirazione o voglia di avere tutto e subito senza sacrifici?

Il nemico principale non è ne la mancanza di aspirazione, quella è un’attitudine personale quindi se uno non ha aspirazione non è che gliela puoi imporre, nemmeno avere tutto subito… perchè se hai tutto subito e poi ti scoraggi, vuol dire che non hai ambizioni o aspirazioni.

Secondo me al più grande paura, dei tempi di oggi e soprattutto in Italia, è la paura di fallire.

C’è un pessimo rapporto con il fallimento, un rapporto che invece negli altri paesi occidentali come gli USA è vissuto in maniera molto serena.

Il fallimento fa parte dell’imprenditoria, può andar bene, può andar male ma l’importante è andare avanti.

In Italia invece è vista come un’onta dalla quale non puoi più lavarti, quindi il problema maggiore è far pace con il concetto di fallimento e farlo diventare un semplice e normale passaggio del fare imprenditoria.

 

– Se potessi tornare indietro per cambiare qualche scelta fatta in passato, cambieresti qualcosa?

Se potessi tornare indietro, sicuramente non farei l’errore di fare il franchising che è stata una pessima scelta da parte mia.

Perchè ho dovuto mettere in mano, il mio sogno, a terzi che non avevano la mia stessa visione, la mia stessa passione e la mia stessa finalità.

Questo ha rischiato seriamente di farlo sgonfiare e sfumare, ma me ne sono accorto in tempo, giusto un pelo prima che fallisse tutto e grazie a questo sono riuscito a prendere in mano il mio sogno, ricoltivarlo, purificarlo e rilanciarlo a come oggi lo vedono tutti.

 

– Quanto è importante circondarsi di persone che ce l’hanno fatta?

Circondarsi di persone che ce l’hanno fatta è la maniera più semplice per raggiungere un obiettivo.

Se vuoi diventare un grande giocatore di golf, non puoi andare in giro anche con campioni di calcio come Messi e Ronaldo, ma bisogna che tu ti circondi di gente che a golf sa giocare.

Imitare, oltretutto, è più semplice che dover inventare una strada nuova, quindi circondarsi di persone che ce l’hanno fatta è forse una delle 3-4 regole principali che ogni uomo dovrebbe avere.

– Raccontaci un piccolo aneddoto che descrive perfettamente la tua personalità

Gli aneddoti che descrivono la mia personalità sono tanti.

Forse l’aneddoto che mi viene in mente in questo momento (ma se me lo chiedi in un altro momento, ne dico un altro), ma io quando ho chiamato la mia prima gelateria Versace, dopo 15 giorni che avevo aperto, mi scrisse la Gianni Versace spa chiedendomi 1 milione di dollari più 100 mila dollari al giorno per ogni giorno aperto.

Questo mi ha fatto tremare le gambe parecchio, sono andato da un avvocato e mi ha detto “Guarda, per il tuo nome, se andiamo in causa vincerai, il problema è che Versace ha un piano dell’edificio Versace che è dedicato esclusivamente agli avvocati ed a bilancio hanno 10 milioni di dollari per queste cause… Tu li hai 10 milioni di dollari?”, ed io risposi di no, allora mi disse “forse è meglio se cambi nome”.

Io ci pensai una notte intera e la mattina chiamai il mio avvocato  e dissi “Guarda, io 10 milioni di dollari non li ho, ma loro non lo sanno, quindi digli pure che io sono pronto a far causa”.

Questo bluffare in maniera positiva ha funzionato e questo ha costretto Versace a darmi la concessione del nome per la categoria Gelato e quindi ha dimostrato che se credi davvero in qualcosa, un modo per sistemare i problemi lo trovi.

 

– BONUS: Dove possiamo seguirti? Linka i tuoi canali

Siti web: www.stefanoversacegelato.com

www.stefanoversace.com 

Pagina FB: https://www.facebook.com/stefanoversacemiami

 

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