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Intervista ad Assunta Incarnato, Dottore commercialista e CEO di Incarnato Consulting in UK

Intervista ad Assunta Incarnato, Dottore Commercialista specializzato nella consulenza aziendale e strategica.

 

 

 

 

 

 

 

 

– Chi sei? Dove sei natA e dove vivi?

Ciao Matteo, un piacere ritrovarti e grazie per la tua ospitalità nel tuo blog.

Sono Assunta Incarnato, la mia famiglia ha origini napoletane, sono nata e cresciuta tra le montagne dell’Alto Adige, ma ora vivo felicemente a Londra. Domani chissà…

 

– Di cosa ti occupi? Come sei arrivatA a questo impiego?

Mi piace pensare che aiuto gli imprenditori a realizzare i propri sogni, ossia a sviluppare la propria impresa e a raggiungere i loro obiettivi.

È stato un percorso complicato e “anomalo”: sono cresciuta in una famiglia di imprenditori, respiro business da sempre e sono appassionata di numeri, e in genere in tutto quello che si può misurare.

Dopo tante disavventure personali ho coronato il mio sogno di laurearmi in Economia (Management e Consulenza aziendale, per la precisione) e abilitarmi alla professione di Dottore Commercialista.

Tuttavia mi sono presto resa conto che la professione, così come generalmente intesa, non faceva per me.

Non si aiutano gli imprenditori solo a forza di registrare fatture, redigere bilanci, e compilare dichiarazioni.

Ho deciso allora di farlo “my way” ?  lasciando lo studio con il quale collaboravo, aprendo un blog personale nel quale pubblico ogni settimana, e occupandomi esclusivamente di consulenza aziendale e strategica.

 

– Cosa ne pensi dell’utilizzo dei social network per il lavoro?

Penso che i social network, come i blog e in genere internet, siano strumenti eccezionali per diffondere informazioni e per promuoversi; d’altra parte – democraticamente – ognuno ha diritto di parola, che sia competente o meno.

Ed è ormai complicato per l’utente medio distinguere la fake news dall’informazione professionale.

 

– Qual è stata l’occasione o l’avvenimento che ti ha portatA a cambiare completamente vita?

Ci sono stati più episodi che mi hanno portato a cambiare completamente vita, anche solo nel giro di qualche ora.

In ogni occasione ho sempre cercato di farmi coraggio, vedere il bicchiere mezzo pieno e di cogliere le opportunità che intravedevo sulla via. Ed è incredibile quanto velocemente la fortuna giri a nostro favore in modo altrettanto repentino: non posso che essere grata alla vita per questa meravigliosa avventura.

 

– Credi che i giovani possano creare una nuova imprenditoria, sia essa digitale o meno?

I giovani oggi hanno un enorme potenziale: accesso ad informazioni, possibilità di viaggiare, di conoscere e stringere relazioni in ogni parte del mondo.

Tutto questo, solo una generazione fa, era sostanzialmente impensabile.

I giovani devono essere però pronti a cogliere queste opportunità: se la fortuna ti bussa alla porta, bisogna almeno scomodarsi ad alzarsi dal divano e aprirle la porta.

 

– Quanto è importante viaggiare per creare le proprie opportunità?

Importantissimo. Mi riferisco non solo al viaggio fisico, ma soprattutto mentale.

Non è necessario prendere un volo aereo per respirare aria nuova; talvolta è sufficiente prendere un libro in mano e capire, approfondire… e davanti a noi si aprono mondi nuovi.

 

– Lavoro, è presente e non si ha voglia, va creato o non ce n’è?

A mio modo di vedere il lavoro è uno stile di vita: è l’occasione concreta che abbiamo di cambiare in meglio la vita delle persone e di dare il nostro contributo al mondo.

Penso quindi sia anacronistico relegarlo ad ore lavorate, giorni lavorativi, retribuzione; certo, di quello si campa e si pagano le bollette.

Ma ti confermo: fa il lavoro che ami, e non lavorerai neanche un giorno in vita tua.

Il successo, anche finanziario, sarà una naturale conseguenza.

 

– Qual è il nemico peggiore; mancanza di aspirazione o voglia di avere tutto e subito senza sacrifici?

Purtroppo, entrambi, perché uno alimenta l’altra.

E’ disarmante vedere quante persone hanno perso la sana voglia di sognare, di lottare per quello che davvero desiderano, di conquistarsi i propri spazi, di avere una visione.

Condivido una bellissima citazione di Robert De Niro in uno dei miei film preferiti, Bronx: “la cosa più triste nella vita è il talento sprecato”.

 

– Se potessi tornare indietro per cambiare qualche scelta fatta in passato, cambieresti qualcosa?

Non ci crederai, non cambierei una virgola.

Nonostante tutto, sono grata ad ogni cosa, sia alle scelte sbagliate perché mi hanno fatto crescere, sia quelle azzeccate che mi hanno dato grandi soddisfazioni; sia alle persone che si sono messe di trasverso lungo il mio cammino, sia a quelle che hanno fatto il tifo per me. Senza le una e le altre non sarei quella che sono, oggi.

 

– Quanto è importante circondarsi di persone che ce l’hanno fatta?

Fondamentale.

Purtroppo, non c’è niente di peggio di un ambiente malsano, che non ti stimola a crescere né come persona che come professionista.

E scegliere consapevolmente e accuratamente le persone a cui far riferimento, oggi che il tempo è poco e deve essere speso bene, è ancora più importante.

 

– Raccontaci un piccolo aneddoto che descrive perfettamente la tua personalità

1 marzo 2017.

Lavoravo all’epoca per uno dei più importanti e prestigiosi studi professionali della mia città, con un portafoglio clienti davvero interessante e prospettive di carriera (e di guadagno) allettanti.

I clienti erano molto soddisfatti del mio lavoro, e mi era già stato preannunciato che a breve avrei gestito molti di essi autonomamente.

Tuttavia non ero pienamente soddisfatta.

Adoravo quello che avrebbe dovuto essere il mio lavoro, ma avevo fatto spesso presente che – a mio modo di vedere – il ruolo di un commercialista dovrebbe essere quello di supporto e aiuto ad un imprenditore, anticipando le problematiche e guidarlo verso le strategie più correte, con un atteggiamento più consulenziale che burocratico.

Nel corso di una riunione lampo fu purtroppo evidente che all’interno dello studio non c’era lo stesso modo di intendere la professione, e allora non esitai a lasciare seduta stante lo studio.

Usci dalla sala riunioni, andai alla mia scrivania, spensi il mio PC, raccolsi i miei tantissimi libri che avevo nel mio ufficio, salutai tutti e me ne andai.

Mi sono chiusa nel giro di mezz’ora tante porte alle spalle, ma – d’altro canto – mi si è aperto un mondo davanti.

 

– BONUS: Dove possiamo seguirti? Linka i tuoi canali

Potete seguirmi sul mio blog, dove pubblico articoli settimanalmente: https://incarnato.consulting/

E sulla mia pagina FB: https://www.facebook.com/Incarnato.Consulting/

 

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